Abbagliante
Faro
o proiettore di profondità che proietta una luce ad alta profondità. I più
comuni normalmente impiegano lampadine di tipo "tradizionale" (a
filamento o alogene) tuttavia stanno cominciando a diffondersi lampadine di
nuova generazione. Queste impiegano scariche di gas (Xeno) e sono
contraddistinte dalla caratteristica colorazione blu.
ABC
- Active Body Controll
Accelerazione
Accelerazione
laterale
Aderenza
ADS
- Adaptive Damping System
Aerodinamica
Alce
(test)
Alettone
AmmortizzatorE
Angolo
di attacco
Angolo
massimo anteriore affrontabile da un fuoristrada senza che esso tocchi con la
parte anteriore.
Angolo
di uscita
Angolo
massimo posteriore affrontabile da un fuoristrada senza che esso tocchi con la
parte posteriore.
Angolo
di dosso
Angolo
di ribaltamento
Angolo
di deriva
E'
quello che si forma tra la direzione delle ruote e la traiettoria effettivamente
percorsa dal veicolo.
Antigelo
Antipattinamento
Aquaplaning
ASF
- Audi Space Frame
Struttura
in alluminio utilizzata per la realizzazione della "A2" caratterizzata
da elevata rigidità e peso ridotto.
Asfalto
drenante
ASr
La sua sigla
significa: regolazione dello slittamento in accelerazione.
Quindi come facilmente intuibile il suo funzionamento e del tutto simile al TCS
Avantreno
Bagagliaglio
Bar
Unità
di misura della pressione, oramai non facente più parte del sistema
internazionale. Tuttavia è ancora un termine usato nell'automobilismo. Lo
troviamo in ogni libretto di uso e manutenzione associato al corretto gonfiaggio
dei pneumatici. Per dovere di cronaca 1 atm = 0,98066 bar
barra
di torsione
Elemento
elastico costituito da una barra sollecitata a torsione. Viene più comunemente
usata come barra antirollio o stabilizzatrice.
Barra
antirollio o stabilizzatrice
Consistente
generalmente in barre elastiche di acciaio collegate alle ruote del veicolo. Il
loro impiego non impedisce o influenza il molleggio quando le ruote dello asse
incontrano contemporaneamente un ostacolo o un avvallamento.
Barra
di rinforzo
Generalmente
usata nelle portiere e nelle parti fortemente sollecitate in caso di urto.
Quelle negli sportelli sono impiegate per evitare lo sfondamento delle portiera
in caso di urto laterale e quindi per proteggere i passeggeri. Utilizzate sin
dagl'anni '60 da Volvo, Saab e Mercedes ormai sono largamente impiegate in tutti
i modelli esistenti in commercio. Questo cambiamento è stato necessario in
quanto dall'ottobre 1998 le prove di crash-test,
alle quali sono sottoposte dal consorzio europeo Euro NCAP le vetture, prevedono
anche l'urto laterale.
Baricentro
Centro
di massa (o centro di gravità): per un corpo, o per un sistema, il baricentro
si muove come un punto materiale in cui sia concentrata la massa totale del
sistema e al quale sia applicata la risultante delle forze esterne che agiscono
sul sistema stesso. Più semplicemente, punto in cui si può ritenere
concentrata tutta la massa della vettura.
Battistrada
Beccheggio
Movimento
oscillatorio intorno all'asse trasversale baricentrico dell'autovettura
provocato dalla sua accelerazione o decelerazione.
Cambio
Campanatura
L'inclinazione
che si dà alle razze delle ruote degli autoveicoli rispetto al piano del
cerchio (con cui formano un angolo detto angolo), in modo da attribuire alla
ruota maggiore rigidità.
Canali
dell'ABS
Sono
così chiamate le elettrovalvole impiegate per modulare la forza frenante sulle
ruote in caso di intervento da parte dell'ABS. Più erroneamente vengono
inglobati in tale definizione anche i sensori di tale dispositivo, i quali hanno
il compito di rilevare il bloccaggio delle ruote o il loro imminente arresto. Di
norma gli ABS più
evoluti possiedono quattro canali attivi e quattro elettrovalvole per la
modulazione della frenata. Tuttavia alcune case per ridurre i costi prevedono
l'impiego di due sensori e due elettrovalvole, che in pratica intervengono solo
sulle ruote anteriori.
Candela
(di accensione)
Nei
motori a scoppio a combustione interna, organo costituito essenzialmente di un
isolatore tronco-conico di porcellana o steatite, con due elettrodi tra i quali
scocca la scintilla per l'accensione della miscela carburante.
Cappelliera
Zona
sottostante il lunotto che funge da ripiano portaoggetti. Il suo nome deriva
appunto da sul primordiale scopo, cioè quello "custodire" le
cappelliere di un tempo. Molto importante è non riporgli sopra oggetti
contundenti o voluminosi. Ricordiamoci che in caso d'incidente questi sarebbero
i primi oggetti a finirci addosso, inoltre è importante lasciare sempre la
visibilità posteriore al guidatore e pertanto evitare giubbotti o altro.
Centro
di rollio
Più
che di centro di rollio bisognerebbe parlare di asse di rollio, poiché esiste
un centro di rollio sia per l'avantreno che per il retrotreno. Pertanto l'asse
di rollio unisce detti punti e indica l'asse attorno al quale avviene appunto il
rollio della vettura.
Cinghia
Organo
flessibile, comunemente detto cinghia di trasmissione, in forma di nastro chiuso
(di spessore, larghezza e costituzione assai varî a seconda degli usi), che ha
la funzione di trasmettere il movimento da un elemento all'altro di una
macchina. Esisto svariate tipologie di cinghie: cinghie piatte, cinghie che
servono a trasmettere il moto tra alberi paralleli o sghembi muniti di pulegge;
cinghie a sezione trapezoidale, cinghie che corrono entro pulegge a gola o a V,
molto diffuse, spec. per la trasmissione di piccole e medie potenze.
Circuito
freni sdoppiato
Per
motivi di sicurezza orami tutte le vetture adottano un circuito freni per così
dire doppio. Infatti in alcuni punti strategici i tubi dell'impianto diventano
due e quindi in grado di far funzionare l'impianto anche in caso di mal
funzionamento. Tuttavia la potenza frenante diminuisce di molto (anche a causa
della perdita di liquido) e quindi la vettura si arresta in maniera
assolutamente poco efficace. Secondo la normativa DIN 7400 esistono varie
tipologie di circuiti freno sdoppiati. Vediamoli in dettaglio: "TT" i
circuiti frenanti posteriori e anteriori sono indipendenti; "K" il
circuito è concepito a forma di X, nel senso che ogni circuito frena una ruota
anteriore e una posteriore ma in posizioni opposte; "HT" il circuito
di emergenza frena solo le ruote anteriori mentre quello standard ovviamente
tutte e quattro; "HH" entrambi i circuiti intervengono su tutte le
ruote.
Complanare
(strada)
Contachilometri
contagiri
Convergenza
E'
così definito l'intenzionale orientamento delle ruote dell'asse anteriore in
modo che non siano perfettamente parallele. Questo serve a migliorare la
stabilità della vettura e a contrastare gli angoli di deriva causati dai
pneumatici.
Coricamento
Fenomeno
dovuto al rollio della vettura che a causa di questo appunto si
"corica". Se il coricamento è eccessivo e viene superato il punto di
equilibrio dinamico della vettura si può arrivare al ribaltamento...pertanto
molta attenzione!
CX
Coefficiente
di penetrazione aerodinamica. Quanto più il suo valore è elevato tanto
maggiore sarà la forza necessaria a far mantenere un data velocità al corpo.
Quello di un cubo è pari a 1, mentre quello di una odierna vettura è pari
circa a 0,3.
Decelerazione
Deportanza
In
aerodinamica, portanza negativa, ossia agente verso il basso. Pertanto è quella
forza che agisce nelle auto in modo da aumentarne l'aderenza. (vedi anche
alettone)
Differenziale
Particolare
meccanismo che ricevendo coppia motrice da un albero la trasferisce ad altri
due: è applicato soprattutto agli autoveicoli, e consente di differenziare la
velocità di rotazione delle ruote motrici in curva, mentre resta costante la
velocità di rotazione dell'asse motore; differenziale autobloccante, tipo di
differenziale che permette la trasmissione di una coppia di una certa intensità
ad una delle ruote anche quando l'altra è in fase di slittamento.
Disco
freno
Particolare
disco in ghisa (ma anche in carbonio) molto robusto solidale col le ruote. Per
il suo arresto, e il conseguente arresto delle ruote, vengono impiegate delle
pastiglie abrasive (ma non troppo) spinte a loro vota da una pinza azionata dal
circuito frenante. Le caratteristiche tipiche di un disco freno sono; la
robustezza, la capacità di resistere alle abrasioni, l'indeformabilità,
l'elevata conduzione termica (per smaltire al meglio il calore), le leggerezza.
Distanza
di sicurezza
Dosso
Punto
elevato, gobba tra due tratti di strada, che impedisce ai veicoli la visibilità
del tratto di strada seguente il punto medesimo...pertanto mai superare in
prossimità di un dosso! Esistono
anche piccoli dossi artificiali atti a rallentare il traffico in una zona
residenziale o vicino ad una scuola.
EQUILIBRATURA
Operazione
che serve ad eliminare lo sbilanciamento di masse rotanti causato da usura o
deformazione della parte in oggetto; tramite questa operazione si cerca di
riportare l’oggetto in questione alle caratteristiche originali, in modo che
in fase di rotolamento non ci siano forze che agiscano per rallentarlo. Ad
esempio l’equilibratura viene effettuata periodicamente sui cerchi delle
automobili, unitamente all’inversione, dato che i cerchi si deformano per
l’azione delle asperità del manto stradale; altro esempio è l’albero
motore che è sottoposto anch’esso a piccole deformazioni.
ETC
Dispositivo
antipattinamento in accelerazione che interviene nel caso in cui una delle ruote
motrici slitti in accelerazione, se tale fenomeno dovesse verificarsi esso
interverrebbe sull’iniezione e sull’accensione in modo da ridurre la coppia
motrice sulle ruote. Questo sistema funziona praticamente come l' ASC+T della
BMW. Vedi anche TCS
FADING
Il
termine “fading” dall’inglese vuol dire affievolimento. Questo termine è
usato per indicare la progressiva perdita di efficienza in frenata a causa del
surriscaldamento per uso intenso; questo fenomeno può avvenire ad esempio nelle
strade di montagna in discesa dove si deve fare largo uso del pedale del freno.
Il fenomeno avviene a causa dell’evaporazione di alcune sostanze nelle
guarnizioni di attrito dei freni sottoposte a surriscaldamento , con formazioni
di una pellicola che fa meno attrito del dovuto.
.Il fenomeno di fading è avvertito dal guidatore poiché, a parità di
pressione sul pedale, l’azione frenante si riduce, fino ad annullarsi quasi
del tutto. Ad allontanare il pericolo di fading, ci sono i freni autoventilanti
con delle speciali alette fra i dischi che attirano a se l’aria e fanno
raffreddare questi ultimi o con dei buchi praticati sul disco.
FRENATA
ELETTROIDRAULICA
In
questo sistema il pedale del freno ,dopo aver ricevuto una pressione da parte
del piede del guidatore, aziona un captatore che ne rileva il valore e la
velocità di azionamento inviando il segnale elettrico conseguente a una
centralina che riceve informazioni anche dall' ABS e dall' ESP. Di
conseguenza delle elettrovalvole lasciano uscire il liquido dei freni che si
trova ad alta pressione in un serbatoio, (dove è stato accumulato sotto azione
di una pompa elettrica) modulando l’azione dei freni ai fini della tenuta
(ABS) e della stabilità (ESP).
In pratica invece del servofreno, che invia solo la pressione conseguente alla
spinta sul pedale del freno, in questo caso si modula l’intervento di un
liquido già in pressione.
FRIZIONE
La
frizione è un meccanismo che serve a scollegare il blocco motore (albero
motore) dalla trasmissione per rendere possibili i cambi di marcia e le partenze
da fermo. Infatti i motori a combustione interna non possono scendere sotto un
regime minimo di rotazione cioè devono restare sempre in moto (al contrario di
quelli elettrici ad esempio) e quindi, alla messa in marcia del veicolo, devono
essere collegati gradualmente agli organi che trasmettono la potenza alle ruote.
La frizione viene azionata premendo il primo pedale, nelle autovetture stradali,
questo comando può essere di tipo
meccanico (con un cavo metallico) o idraulico (azionato tramite pressione
dell’olio che riduce notevolmente lo sforzo necessario). Sulle vetture con
elevata potenza era frequente l’utilizzo di un dispositivo bidisco, così da
ripartire su due superfici di frizione la coppia motrice; tuttavia questa
soluzione non è più in uso.
g
- ACCELLERAZIONE
G
è l’unità di misura dell’accelerazione di gravità; in gergo aeronautico e
automobilistico le accelerazioni si esprimono, invece che con il classico valore
in m/s2, in multipli o sottomultipli di g, Quest’ultima è l’accelerazione
assunta da un oggetto, nel vuoto, quando cade verso terra e vale 9,81 m/s2 (m =
metri, s = secondi). A titolo di esempio, una normale auto da turismo frena con
una decelerazione di 0,8 g che equivale a circa 8 m/s2. In altre parole, ogni
secondo riduce la sua velocità di 8 m/s (circa 29 km/h). Inoltre viene usata
per valutare la tenuta di strada massima di una macchina in curva.
ganascia
Elemento
atto a stringere per frenare il moto di un pezzo; in pratica la ganascia tramite
l’attrito di due pezzi consente il rallentamento e il successivo arresto della
macchina; questo tipo di freno viene montato nelle ruote posteriori delle
autovetture.
GIUNTO
Dispositivo
atto ad assicurare il collegamento di due o più elementi costruttivi (alberi
meccanici, tubazioni. Ecc.) . In particolare, organo meccanico destinato a
riunire due alberi e a trasmettere il moto dall’uno all’altro. Alberi ed
assi perfettamente coincidenti possono riunirsi tramite giunti fissi, se invece
si desidera poter scegliere a piacere l’unione si impiegano ti pi di giunti
mobili detti innesti.
grado
termico delle candele
Le
candele vengono definite e classificate in base alla capacità di smaltire il
calore generato durante la combustione della miscela da parte della punta
dell’isolatore, che è la parte più calda della candela. Le candele sono
costruite in modo che per ogni determinato motore non si superino i 900°C sulla
punta e non si scenda sotto i 350°C. Poiché ogni motore ha un suo carico
termico, ecco che gli deve corrispondere una candela con grado opportuno.
Candele sbagliate portano a preaccensioni (battito in testa) o a depositi con
mancate accensioni (guai alla catalizzazione) e, a lungo termine, a detonazione.
IMBARDATA
Rotazione
della vettura attorno a un asse verticale passante per il baricentro. E’
determinata dalle forze centrifughe che nascono in curva e dalle diverse
condizioni di aderenza fra avantreno e retrotreno. I sensori sono costituiti dal
un sistema molla-massa che muove microscopiche strutture a pettine variandone la
capacità elettrica, variazione avvertita dalla centralina. Esistono anche
sensori al quarzo formati da diapason in vibrazione piezoelettrica.
incidenza
dell’asse di sterzata
L’asse
di sterzata, che è quello attorno a cui ruota il perno fuso delle ruote
anteriori, e che quindi passa per i centri degli snodi mobili, può essere
inclinato “in avanti”(oltre che lateralmente, vedi braccio a terra), cioè
con la parte bassa più avanti di quella alta: si tratta di incidenza positiva
(braccio a terra longitudinale positivo) e l’angolo rispetto alla verticale è
l’angolo d’incidenza. Viceversa se è inclinato con la parte alta più
avanti di quella bassa (cosa assai rara perché si perderebbe di tenuta in
curva) si parla di incidenza negativa. Con le trazioni posteriori il
“caster” è sempre positivo e serve a dare un autoallineamento del volante;
anche una normale bicicletta può essere condotta senza le mani sul manubrio
grazie all’effetto raddrizzante del suo caster positivo. Nelle trazioni
anteriori il caster è molto ridotto.
INERZIA
Si
dice inerzia la difficoltà di un corpo a modificare il suo stato di moto o di
quiete; come misura dell’inerzia di un corpo si prende la sua massa. Tenendo
presente il secondo principio della dinamica si può allora dire che tanto
maggiore è l’inerzia di un corpo quanto maggiore è la forza necessaria a
produrre in esso una determinata accelerazione. Ed è per questo che nelle
autovetture maggiore è la massa, maggiore sarà la forza necessaria a
decelerare (e quindi la potenza dei freni)
e ad accelerare (maggiore potenza del motore).
INIETTORE
L’iniettore
è un organo che spruzza il combustibile (sotto pressione)
nei cilindri; nella fase successiva questo combustibile verrà bruciato
con l’ausilio delle candele (nei motori benzina) o solo per autoaccensione
(nei motori diesel). Gli iniettori sono controllati nei moderni motori (motori a
iniezione elettronica) da una centralina che gestisce l’iniezione del
carburante al momento giusto.
LAMPADE
DEI FARI
Nei
fari delle autovetture (gruppo ottico) trovano alloggiamento delle lampadine di
diverse dimensioni e potenza a seconda della loro funzione, in modo da
consentire la visione notturna della strada e di essere visti dalle vetture che
seguono o precedono. I gruppi ottici si dividono in anteriori e posteriori.
Negli anteriori troviamo 3 livelli di illuminazione: posizione (usati solo per
essere visti in caso di sosta), anabbaglianti (fari di visione notturna normali)
e abbaglianti (fari lunghi non si possono usare incontrando altri veicoli);
sempre nel gruppo anteriore troviamo gli indicatori di direzione (frecce); nel
gruppo posteriore; luce posteriore, luce stop (più potente) e indicatori di
direzione (frecce).
LIQUIDO
FRENI
Gli
impianti frenanti delle moderne automobili sono di tipo idraulico cioè la forza
esercitata sul pedale del freno dal guidatore si trasmette agli organi frenanti
tramite un fluido oleoso secondo il principio del torchio idraulico. Per questo
motivo l’impianto frenante dispone di un serbatoio che contiene il liquido dei
freni. Questo liquido non si consuma mai ma col passare degli anni conviene
cambiarlo perché perde le sue caratteristiche chimico - fisiche.
LUBRIFICANTE
Sostanza
di forte viscosità, impiegata per ridurre l’attrito fra corpi in movimento. I
lubrificanti sono caratterizzati soprattutto dal basso attrito interno e da una
buona aderenza alla superficie con le quali vengono a contatto; devono essere
inoltre inalterabili all’aria e alla temperatura, non devono contenere tracce
di acidi minerali (che intaccherebbero i metalli).
MONOBLOCCO
Per
monoblocco si intende l’insieme di tutti i cilindri, generalmente anche il
basamento, l’albero motore e gli attacchi per ancorarsi alla struttura
del veicolo. Il monoblocco è ultimamente costruito in alluminio per i moderni
motori a benzina; questo consente di ridurre di molto i pesi e di migliorare il
raffreddamento; risulta invece più pesante il monoblocco Diesel, che ha
problemi di robustezza e smorzamento delle vibrazioni e che quindi utilizza la
più pesante ghisa. Oggi, con la ghisa grafitica vermicolare (GGV) si sono
ottenute riduzioni di peso dal 10% al 20%.
MONTANTI
Sono
le parti della carrozzeria su cui poggia il tetto e che hanno grande importanza
per la robustezza strutturale della parte alta della scocca. La loro resistenza
è fondamentale per il mantenimento dello spazio vitale nell’abitacolo in caso
di ribaltamento della vettura. Nella letteratura tecnica anglosassone i montanti
sono chiamati «pillar»: l’«A pillar» è il montante anteriore, quello a
lato del parabrezza; il «B pillar» quello mediano (che, soprattutto sulle coupé
e sulle cabriolet, può anche mancare per conferire maggiore slancio alla linea
della fiancata); il «C pillar» è il montante più arretrato, quello che
unisce il padiglione al parafango posteriore
OLII
MULTIGRADO
Gli
oli si differenziano per caratteristiche di viscosità che ne determinano la
resistenza o meno alle alte e basse temperature. Inizialmente a causa della
differenza fra le temperature estive e quelle invernali era necessario cambiare
l’olio due volte l’anno perché esistevano degli oli invernali e degli oli
estivi. Con l’invenzione degli oli multigradi questa necessità non esiste più;
infatti gli oli multigradi hanno un range di temperatura in cui possono operare
molto alto e permettono quindi un utilizzo estivo ed invernale nello stesso
tempo. Se leggiamo le specifiche dell’olio troveremo una scrittura del
seguente tipo 10W40; il primo numero indica la temperatura minima, mentre il
secondo la temperatura massima di utilizzo.
OMOCINETICO
E’
un giunto che permette di mantenere uguali, istante per istante, le velocità di
rotazione degli alberi a monte e a valle del giunto stesso purché l’angolo
fra i due non superi un certo valore limite (omo = uguale). Nel caso di vetture
con trazione anteriore la necessità di trasmettere la coppia motrice alle ruote
sterzanti ha determinato per anni grosse difficoltà realizzative. Infatti il
giunto di unione fra albero della ruota e semiasse attua il collegamento fra due
elementi che, sia in curva sia per effetto del molleggio, formano fra loro un
angolo rilevante. Se il giunto non fosse omocinetico (ossia provocasse delle
oscillazioni della velocità fra semiasse e ruota) si avrebbero sollecitazioni
tali da limitare la durata della trasmissione,oltre a scuotimenti e vibrazioni
sul volante.
PANIC
STOP
Questo
è il nome di una manovra di emergenza in cui il pilota preme a fondo il pedale
del freno. Nelle vetture senza ABS consegue il bloccaggio delle ruote e la perdita di aderenza. In quelle con
ABS viene mantenuta l’aderenza automaticamente e quindi la vettura rimane
controllabile con lo sterzo.
parzializzazione
della cilindrata
Questo
sistema realizza il passaggio da funzionamento con tutti i cilindri a un
funzionamento con esclusione di alcuni di essi, che rimangono chiusi, con gli
iniettori disattivati. Utilizzando meno cilindri si lavora a una pressione quasi
doppia (migliora il rendimento termodinamico), si ha un miglioramento del
rendimento volumetrico e del rendimento termico e si può anche aumentare
l’EGR. Il meccanismo di aggancio e sgancio delle valvole dall’azione
dell’albero a camme è realizzato con speciali bilancieri in due pezzi, uno
collegato all’albero a camme e l’altro alla valvola con possibilità di
renderli indipendenti tramite sgancio di un cilindretto a comando
elettroidraulico. Questo sistema è tanto più efficace quanto più il motore è
frazionato e di grande cilindrata. Esempio di questo motore è il V8 mercedes
montato nella classe S.
PASSO
Il
passo identifica la distanza fra l’assale anteriore e quello posteriore
misurata tra i centri delle ruote poste sullo stesso lato. E’ una delle misure
fondamentali per la definizione dell’abitabilità e del comportamento stradale
di un’automobile.
PASTIGLIA
La
pastiglia è una guarnizione d’attrito di materiale metallico che spinta dalla
pinza contro un disco metallico provoca un attrito con conseguente diminuzione
della velocità del disco; il disco è collegato alla ruota ed in questo modo
che si ottiene la frenata.
PINZA
FRENO
La
pinza freno è una particolare pinza con dei pistoncini che spinti dalla
pressione del circuito idraulico del freno fanno in modo che la pastiglia
(attaccata alla pinza) faccia attrito col disco con conseguente riduzione della
velocità di rotazione di quest’ultimo.
PNEUMATICO
Involucro
di gomma, generalmente gonfiato con aria in pressione, posto intorno all’orlo
esterno di una ruota per proteggerla da un’eccessiva usura e per ammortizzare
gli urti. Un tempo il ruolo dell’attuale pneumatico veniva svolto
semplicemente da una striscia protettiva, originariamente in metallo, posta
intorno alla ruota. Il primo pneumatico ad aria compressa fu inventato da John
Dunlop nel 1888, sebbene tra il 1845 e il 1847 R.W. Thompson avesse brevettato,
prodotto e venduto un dispositivo simile. Alcuni pneumatici trattengono l’aria
per mezzo di un tubo interno, detto camera d’aria; in altri, invece, l’aria
viene trattenuta da uno strato di gomma all’interno del pneumatico stesso.
PORTANZA
La
portanza è la componente dell’azione aerodinamica che si sviluppa sulle
superfici alari di un alettone in una macchina in moto. E’ diretta verso
l’alto perpendicolarmente alla direzione della velocità relativa. L’entità
di essa deriva dall’estensione della superficie alare e dal suo profilo. Nonché
dall’incidenza e dalla velocità traslazione.E’ il fenomeno opposto alla
deportanza.
QUATTRO
RUOTE STERZANTI
In
alcuni tipi di automobili è possibile avere la sterzata su tutte e quattro le
ruote in modo da facilitare la sterzata e fare in modo che il retrotreno segua
più fedelmente la traiettoria
impostata dal guidatore.
raggio
di rotolamento
Il
raggio di rotolamento è la misura che fornisce il diametro della ruota
comprensiva del cerchio e del pneumatico. Questa misura può essere utile nel
caso che si vogliano sostituire gli pneumatici di serie con dei pneumatici di
dimensioni diverse (ad es.: larghezza maggiore) perché bisogna mantenere il
raggio di rotolamento per non alterare le misure della velocità.
Resistenza
di rotolamento
La
resistenza al rotolamento è una forza di tipo dissapativo che si ha per colpa
dell’attrito dinamico dei materiali. Classico esempio è la ruota che girando
sull’asfalto perde parte della sua energia nel vincere la forza di coesione
molecolare (sommata alla forza peso esercitata dalla vettura) tra la gomma
stessa che la compone e l’asfalto.
RETROTRENO
Con
la parola retrotreno si intende la parte posteriore della vettura in
contrapposizione con l’avantreno (parte anteriore)
RIGIDITA'
TORSIONALE
RIPRESA
Capacità
di un motore di riacquistare velocità dopo esser stato in una situazione di
velocità costante. La ripresa sarà tanto più veloce quanto più grande è il
valore di coppia motrice del motore
e quanto più corta è il rapporto con cui si sta viaggiando.. Avere una
buona ripresa è
utile soprattutto nei sorpassi autostradali dove si viaggia a velocità costante
e con marce lunghe, ma quando si arriva di fronte ad una macchina che viaggia a
velocità poco inferiore alla propria bisogna riacquistare velocità
tempestivamente per superare senza problemi.
ROLL
BAR
Barre
di acciaio poste sopra la testa degli occupanti di autovetture di tipo cabriolet
per proteggerli in caso di ribaltamento del mezzo dalla possibilità di essere
schiacciati da quest’ultimo. Anche nelle vetture di formula è presente la
roll bar e ciò ha evitato molti incidenti mortali.
ROLL
TEST
Prova
di resistenza di rotolamento, eseguita misurando la decelerazione del veicolo,
lasciato avanzare in folle su strada piana e rettilinea e in assenza di vento.
Si ricavano le forze che la vettura incontra a procedere a velocità costante
alle varie velocità possibili.
TACHIMETRO
Dispositivo
che misura la velocità di un moto rotatorio direttamente in giri al minuto. In
particolare, lo strumento montato sui veicoli fornisce la misura in chilometri
orari. Oggi la maggior parte dei tachimetri delle auto non è collegata
meccanicamente alla trasmissione, sulla quale invece si trova un dispositivo che
produce una serie di impulsi elettrici, la cui frequenza varia in proporzione
alla velocità; tali impulsi vengono inviati a un altro dispositivo che misura
il numero di oscillazioni e converte il valore ottenuto in km/h, visualizzando
il risultato tramite una lancetta oppure in modo digitale.
TCS
Sistema
antipattinamento adottato dapprima solo da Honda e Saab, ma oggi adottato da
quasi la totalità delle casa automobilistiche, che però spesso lo forniscono
solo come optional. Due sono le metodologie d'intervento di questo sistema:
agendo sui freni e l'alimentazione o solo su quest'ultima.
Il primo è il caso del dispositivo della Saab, sviluppato assieme alla Teves e
alla Hella, il quale interviene appunto sia sui freni anteriori sia
sull’impianto di alimentazione.
Il secondo invece (sistema Honda, messo a punto con la Bosch) interviene solo
sull’impianto di alimentazione e di accensione del motore (freno motore) in
modo da ridurre la potenza nel momento in cui una delle ruote motrici inizia a
slittare.
TELAIO
TUBOLARE
Struttura
portante a traliccio, ottenuta saldando fra loro tubi e poi ricoperta dai
pannelli della carrozzeria. Consente di ottenere buone rigidità torsionali
abbinate a una notevole leggerezza: tuttavia le monoscocche in fibre di carbonio
e kevlar (fibre di grafite particolari) assicurano ormai risultati nettamente
superiori. E’ un tipo di telaio utilizzato in passato per vetture da
competizione e oggi per modelli prodotti in piccola serie, poiché richiede
limitate attrezzature e non necessita di grossi investimenti. E’ comunque
costoso per il lungo lavoro di manodopera altamente specializzata che richiede.
TENUTA
La
tenuta è la capacità del veicolo di mantenere la traiettoria impostata dal
guidatore. Si dice che un’ autovettura
ha una buona tenuta di strada (conseguenza diretta di un buon assetto) se
riesce a mantenere la traiettoria senza particolari correzioni anche in
condizioni difficili quali curve percorse ad alte velocità, manovre di
emergenza o guida su fondi scivolosi. La tenuta può essere anche misurata;
infatti si può misurare l’accelerazione laterale massima oltre la quale
l’auto esce di traiettoria; più è grande questo valore più la tenuta è
maggiore.
TERZA
LUCE STOP
Luce
di stop collocata posteriormente nel lunotto,
che integra gli altri due stop inseriti nel gruppo ottico posteriore; la
terza luce di stop è diventata ormai obbligatoria su tutte le autovetture.
TRASMISSIONE
La
coppia motrice dell'albero a gomiti viene trasmessa, attraverso l'innesto a
frizione, al cambio di velocità e da questo al differenziale che la ripartisce
fra le due ruote motrici. Nelle automobili tradizionali, a motore anteriore e
trazione posteriore, fra il cambio di velocità e il differenziale è interposto
l'albero di trasmissione; questo è collegato ai due organi mediante giunti
elastici che attutiscono le sollecitazioni meccaniche dovute alle variazioni di
velocità. Nelle automobili "tutto avanti" o "tutto dietro"
(cioè con motore e trazione anteriori o con motore e trazione posteriori),
invece, cambio e differenziale fanno corpo unico e non è previsto l'albero di
trasmissione.
TRAIETTORIA
Linea
descritta dal centro di gravità di un corpo in movimento. La traiettoria è
dunque la linea immaginaria lungo al quale si muove un automobile percorrendo
una strada.
VELOCITA'
Grandezza
fisica che esprime la rapidità con cui varia la posizione di un corpo in moto
lungo una determinata direzione. La velocità è rappresentata da un vettore,
quindi è specificata da intensità, direzione e verso. Quando il moto è
uniforme, la velocità è costante e si determina semplicemente dividendo lo
spazio percorso per il tempo impiegato a percorrerlo. Se invece il moto è
accelerato, il vettore velocità varia istante per istante; in questo caso la
"velocità istantanea" viene calcolata come rapporto tra la variazione
di posizione e l'intervallo di tempo purché quest'ultimo sia di ampiezza
infinitesima, o comunque sufficientemente breve perché la velocità possa
essere considerata costante all'interno di esso.
VETRI
STRATIFICATI
Hanno
la funzione di proteggere le persone in casi d’urto, resistere ai tentativi di
scasso, isolare acusticamente, isolare dai raggi solari e dagli ultravioletti
(protezione al 99%). Sono costituiti da due strati di vetro, spessi circa 2 -
2,5 mm, intramezzati da un doppio strato di PVB (butirale di polivinile) di
circa 0,5 mm di spessore. Utilizzati per i parabrezza, si prevedono anche per i
vetri laterali.